MokaByte
In questo numero

MokaByte n.

Giugno 2003

Classi Astratte, Contesto Statico e Package
java

Classi Astratte, Contesto Statico e Package

Corso di Java - Parte 14

Dopo aver introdotto il formalismo della programmazione ad oggetti, è giunto il momento di introdurre alcuni aspetti avanzati della programmazione ad oggetti. Attraverso le classi astratte è possibile creare classi dotate di metodi astratti, ossia privi di implementazione. Il contesto statico è invece un insieme di attributi e di metodi comuni a tutte le istanze di un determinato oggetto. Infine i package sono un costrutto di Java che permette di organizzare le classi all'interno di una struttura simile al file system.

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Filtri e grafici statistici
Servlet

Filtri e grafici statistici

I filtri, introdotti in Servlet Api 2.3, consentono di fare operazioni di pre-processing di una richiesta e/o di post-processing di una risposta. E' possibile quindi raccogliere informazioni per creare delle statistiche visualizzabili, in formato grafico, con tool open source.

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Il pattern Cache Management
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Il pattern Cache Management

In un'applicazione, per migliorare quelle che sono le performance di risposta ad una richiesta di servizio, è utile, in genere, prendere in considerazione la possibilità di effettuare un salvataggio in memoria di una serie di dati (Value Object [VO]), che hanno determinate caratteristiche di variabilità (bassa dinamicità), e che hanno un'alta frequenza di utilizzo. L'articolo propone un'implementazione di una cache, partendo dall'esperienza del pattern di CacheManagement [CM].

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Integrazione di applicazioni Enterprise
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Integrazione di applicazioni Enterprise

III parte

Nello scorso articolo si è visto come permettere la comunicazione con EJB utilizzando ORB diversi. In questo articolo si vedrà come esporre oggetti accessibili da remoto attraverso il protocollo IIOP. Nello specifico si vedrà come è possibile sfruttare l'interoperabilità offerta dal protocollo IIOP per fare comunicare client CORBA con EJB e client Java con CORBA Server.

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JAX-RPC
Java

JAX-RPC

Corso di Java Web Services V parte

All'inizio del paragrafo "Perché WSDL", si è fatto cenno all'utilità di questo standard di descrizione dei servizi Web in congiunzione a strumenti di generazione di codice volto a supportare gli specifici servizi descritti nei documenti WSDL. JAX-RPC (Java API for XML Remote Procedure Call) contiene al suo interno proprio questa funzionalità, facendo leva su WSDL per semplificare l'accesso e la produzione di servizi Web.

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JSP e Web User Interface - Custom Tag Library in ambienti J2EE - III parte
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JSP e Web User Interface - Custom Tag Library in ambienti J2EE - III parte

JSP Custom Tag Library: gestione di attributi, variabili di scripting e tag nesting

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MokaShop il negozio online di MokaByte
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MokaShop il negozio online di MokaByte

Progettare applicazioni J2EE multicanale - VII parte - completare l'architettura complessiva con qualche pattern J2EE in più

Nel corso delle precedenti puntate abbiamo visto come realizzare una applicazione distribuita multistrato interfacciando direttamente lo strato web di presentazione con quello di business logic EJB. In particolare questa architettura prevede l'utilizzo del pattern MVC per la parte web e l'utilizzo di Enterprise Java Beans per la parte di business logic. Questo mese vedremo come migliorare l'architettura complessiva integrando alcuni pattern J2EE sia nella parte web che nella parte EJB: l'obiettivo è quello di migliorare l'architettura al fine di maggiorare il livello di disaccoppiamento fra i vari livelli e componenti. I pattern che verranno analizzati sono molto semplici e sono già stati presentati nei mesi scorsi nella serie di articoli di Stefano Rossini e Luca Dozio.

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Portlet Java
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Portlet Java

I Parte

Portlet: mattoni per portali Enterprise. Jakarta Jetspeed portlet container e jsr168. Cosa sono e come funzionano le portlet, componenti per portali Enterprise

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Setup di architetture J2EE
J2EE

Setup di architetture J2EE

JBossCMP il modulo di JBoss 2.4.x per la gestione della persistenza degli entity bean

Attraverso il CMP (Container-Managed Persistence) il container si occupa della persistenza del bean. Il supporto alla persistenza fornito dal server EJB varia da produttore a produttore, a seconda degli strumenti piu' o meno sofisticati utilizzati per mappare i campi del bean all'interno del database. Lo sviluppo di entity bean utilizzando la CMP permette allo sviluppatore di concentrarsi solo sulla business logic tralasciando la parte di interazione col database poiché gestita dal container.

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