. Jini, il collante universale
Da completare.
MokaByte n. 23 - Ottobre 1998
Da completare.
Sono passati ormai alcuni anni dalla nascita di Java: ora che inizia ad essere un affermato successo e una tecnologia di indiscusso valore, voltiamo indietro lo sguardo per vedere come tutto ciò è potuto accadere.
Come un sistema distribuito basato su CORBA utilizza il sistema di gestione degli eventi per scambiare messaggi fra la parte server e quella client
Iniziamo questo mese un corso sui nuovi strumenti che Java mette a disposizione per la realizzazione di interfacce grafiche. L'obiettivo di questa prima puntata è quello di esporre le motivazioni che hanno portato i programmatori della JavaSoft a creare queste nuove API e di spiegare quelle che sono le loro caratteristiche principali. La caratteristica del corso deve essere la semplicità per cui ogni aspetto sarà spiegato nei dettagli utilizzando il linguaggio più semplice possibile. Altro obiettivo che il corso intende raggiungere è quello di poter essere una guida non solo per coloro che già programmano in Java e che vogliono conoscere queste nuove classi, ma anche per coloro che iniziano a programmare avendo questa nuova realtà a disposizione. Ecco che saranno trattati anche argomenti che, a prima vista, possono sembrare slegati dalle Swing ma che sono di fondamentale importanza quali il modello per delega nella gestione degli eventi (Delegation Model) e le Inner Classes.
Da sempre il debugging del codice comporta un significativo impatto sul ciclo di vita delle applicazioni e le applicazioni web dinamiche non sfuggono certo a questa regola. Semmai, la necessità di integrare tra loro più tecnologie e di utilizzare architetture distribuite rende l’attività di debugging ancora più critica. Questo articolo descrive una semplice tecnica di debugging delle servlet java, i cui principi possono essere applicati in una qualsiasi configurazione di piattaforma, web server, servlet engine e ambiente di sviluppo.
Iniziamo una trattazione sulla sicurezza nella trasmissione di dati parlando di concetti base di encryption
Uno degli elementi che danno più intuitività a un'interfaccia grafica è il drag&drop, la possibilità di prendere e trascinare oggetti grafici in giro per lo schermo ottenendo risultati diversi a seconda di dove li si lascia cadere. Uno degli utilizzi più comuni di questo meccanismo è la possibilità di copiare o spostare dei file trascinandoli da una finestra all'altra, ma molti altri software lo utilizzano: molti editor di testo, ad esempio, permettono di spostare un brano evidenziandolo e trascinandolo in un'altra locazione; i programmi di grafica si appoggiano al drag&drop per manipolare le immagini.
In questo articolo cominceremo a parlare di un argomento molto interessante: i Pattern. Inizierò dando qualche ragguaglio sulla storia e sul modo di pensare "per pattern" In questi ultimi anni sono avvenuti eventi di grande portata per la programmazione: la distribuzione via WEB, la programmazione generica e STL, i Pattern. A partire da questo articolo ha inizio una rubrica sui Pattern. L'argomento non si esaurirà in breve tempo perché, come vedremo, i Pattern sono fondamentalmente una scuola di pensiero che si può applicare a qualsiasi attività.
IL 10 di settembre in occasione del DevDays 1998 contemporaneamente a Roma e Milano, Microsoft ha presentato il nuovo Visual Studio 6.0, la completa suite di programmazione per lo sviluppo multi-linguaggio e multi-tecnologia. All’interno del Visual Studio troviamo il nuovo Visual J++ che nella versione 6.0 succede cronologicamente alla 1.1. Vediamo cosa offre di nuovo il prodotto rispetto al passato, e cosa invece è stato migliorato.
Java supporta in modo nativo i formati grafici utilizzati su Web: GIF e JPEG. Estendere l'AWT con nuovi formati è tuttavia un'operazione piuttosto semplice che applicheremo alle immagini bitmap di OS/2 e Windows